8 MARZO, FESTA DELLA DONNA

In Italia, l'8 marzo, si festeggia la "festa della donna". Naturalmente non si tratta di una festa come tutte le altre, i bambini vanno comunque a scuola e gli adulti a lavorare, ma, in questo giorno, gli uomini regalano dei rametti di mimosa alle donne come segno di riconoscenza e rispetto.

In realta' questa "festa" ha un'origine piuttosto triste e il vero significato del dono floreale e', in un certo senso, quello di chiedere scusa alle donne per i soprusi e le violenze che sono costrette a subire da parte degli uomini.Agli inizi del secolo,infatti, ventinove operaie di una fabbrica americana decisero di fare sciopero per chiedere al padrone migliori condizioni di lavoro e salario, ma non vennero ascoltate; anzi, per tutta risposta furono rinchiuse dentro la fabbrica. Purtroppo, all'interno dell'edificio, scoppio' un'incendio e le ventinove operaie morirono carbonizzate. Era l'8 marzo di circa un secolo fa.

Molte donne sono critiche nei confronti di questa festa. Che senso ha "inventare" un giorno per manifestare il rispetto nei confronti delle donne? Non dovrebbe essere forse una cosa naturale e abituale? Il fatto stesso che esista una "festa delle donne" e non esista una "festa degli uomini" non e' forse gia'una discriminazione?
Ma d'altra parte, al di la' del simbolico e, a mio avviso, inutile omaggio floreale, l'8 marzo ha un significato molto piu' profondo. In questa giornata le donne italiane si incontrano per dibattere di problemi quali le violenze sessuali, le discriminazioni nel mondo del lavoro,la prevenzione di malattie come il cancro al seno e l'anoressia; ma non solo, si parla anche di cinema, letteratura, arte, ovviamente tutto al femminile.
A questo proposito, vorrei segnalare un sito veramente interessante, gestito dall'associazione "Centro delle Donne" di Bologna, che offre una ricca documentazione su tutto quello che puo' riguardare l'argomento "donna". L'indirizzo e': www.women.it. Visitatelo e ricordatevi che la "festa delle donne" non dovrebbe essere solo l'8 marzo.

Ciao a tutti.

Isabella Guarino



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